Le prospettive Ict in sanità: al Dream si è discusso dell’utilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al servizio della salute.

La complessità di risorse economiche umane e strumentali coinvolte nella sanità impone strumenti normativi , di pianificazione e di controllo che possano integrare il tutto in una visione razionale e organica.

L’obiettivo dell’incontro di oggi presso il Dream al Fazzi è stato quello di riflettere su come la tecnologia possa essere utile in questo complicato processo.

All’incontro erano presenti le componenti istituzionali e sociali che in questi casi analizzano le possibili sinergie da attivare: la regione Puglia per l’aspetto politico-istituzionale, la Asl di Lecce, per il possibile terreno di applicazione dei processi, l’università del Salento per il versante della ricerca e lo studio razionale delle complessità e l’impresa locale per quanto attiene all’implementazione operativa dei progetti.

«Abbiamo realizzato un progetto che è finalizzato alla gestione del rischio clinico che  ha degli impatti non solo sul versante sanitario e organizzativo del reparto», ha spiegato Giancarlo Negro (foto a), della società leccese Links, «ma anche economico, se si pensa all’importanza che lo studio del rischio clinico assume per le varie as tabelle delle assicurazioni per abbattere la spesa. Riteniamo – aggiunge - che qualsiasi comparto richieda la capacità di mettere insieme una serie di innovazioni, piccole o grandi, in una logica sistemica in cui tutto viene ricondotto ad un valore realmente misurabile».

Links, 200 dipendenti e spin-off anche nel nord Italia, si è aggiudicata di recente una gara per la gestione dei rischi sanitari nella regione Sardegna, portando a compimento l’attività di ricerca e innovazione in una applicazione concreta di mercato che è stata molto apprezzata.

Per l’università del Salento il professore Mario Bochicchio (foto b) è il responsabile dei sistemi informativi. «Stiamo affiancando la Asl per mettere ordine in un settore chiave come i sistemi informativi che rappresemntano il sistema nervoso che permette all’organismo di funzionare. C’è ancora tanta strada da fare – aggiunge – Gli strumenti informatici devono toccare anche i nodi vitali del sistema. Devono diventare uno strumento da asservire agli obiettivi. Non conta creare un portale o realizzare uno splendido giocattolino. L’informatica deve entrare nel cuore economico di una gestione sanitaria ed economica di un ente come la Asl e rispondere delle responsabilità di chi gestisce».

All’incontro – è stato fatto osservare – mancava un soggetto importante: la rappresentanza degli assistiti e delle associazioni che li rappresentano.

«In futuro ci attrezzeremo meglio», promette il professore Bochicchio. Quella di ieri è stata una prima occasione quasi «familiare» per stabilire un dialogo per evitare di lavorare per obiettivi diversi, su coordinate diverse.