Asl e Università al lavoro per costruire un "sogno"

La salute dei salentini è affidata a un <<sogno>>. E’ il “Laboratorio diffuso di ricerca interdisciplinare applicato alla medicina”, che si chiama appunto Dream, attivo da oltre 3 anni, presentato l’altro ieri dai vertici della Asl di Lecce e dell’Università del Salento. Un sogno che nasce nel 2006, con la firma di un impegno fra il direttore generale della Asl dell’epoca, Gianluigi Trianni e l’allora rettore Oronzo Limone.

 

Un impegno sulla carta che nell’ottobre del 2010, ha portato alla convenzione con la quale i due enti si impegnano a realizzare una polo di ricerca, il “Dream” appunto, con lo scopo di migliorare le metodiche, i processi e l’organizzazione delle attività sanitarie nel Salento, facendo uso delle innovazioni tecnologiche, e dell’attività di ricerca di 15 gruppi di studio.

Per avere un’idea del complesso lavoro, frutto della collaborazione fra l’azienda sanitaria locale e l’università del Salento, possiamo pensare che in un futuro non lontano migliorerà la qualità assistenziale, si ridurranno i tempi dei percorsi diagnostici e terapeutici, sarà più facile divulgare le conoscenze e trasferire i dati e, soprattutto, si pensa di raggiungere livelli diagnostici più raffinati.

< Lavorando con la genetica, per esempio>, anticipa fiducioso il dottore Michele De Benedetto, (nella foto) coordinatore del progetto Dream per la Asl, <potremo essere in grado di approfondire gli aspetti genetici nei pazienti oncologici. E oggi sappiamo che la genetica è alla base delle terapie oncologiche>.  Ma le potenzialità del Dream sono molto più ambiziose.

Il <sogno> del Laboratorio impegnerà i ricercatori a rivoluzionare le reti di trasmissione, i sistemi informativi e di calcolo, la tracciabilità dei farmaci utilizzati, la potenzialità della diagnostica dei macchinari. La ricerca si occuperà della “realtà virtuale aumentata”, della Proteomica, della chimica biologica e delle neuroscienze del linguaggio. Per fare solo alcuni esempi dell’area di attività dei gruppi..

Alla presentazione dell’evento erano presenti i manager e i tecnici, i politici e gli amministratori. Hanno voluto esprimere il loro convinto plauso all’iniziativa. Dall’assessore regionale Loredana Capone al presidente della provincia Antonio Gabellone; dagli ex direttori della Asl, Gianluigi Trianni, Guido Scoditti e Paola Ciannamea, a tutti i primari delle unità del “Vito Fazzi”.

Ad illustrare il progetto, l’ingegnere Daniele Prete, per la Asl, che ha lavorato alle infrastrutture e agli adeguamenti dei locali della Asl e il professore Michele Maffia, per l’università, responsabile dal 2006 del laboratorio di Proteomica in convenzione. Ha preso la parola anche il dottore Michele De Benedetto, già presidente della Società italiana di Otorinolaringoiatria, oggi in veste di coordinatore per la Asl.

Il professore Carlo Storelli, coordinatore dei gruppi di ricercatori dell’università, ha parlato di un <evento eccezionale,  perché le innovazioni tecnologiche maturate nei laboratori di ricerca sono in grado di apportare efficienza e razionalizzazione nel sistema sanitario locale. Ed evento eccezionale – ha aggiunto -  perché di fronte alla dilagante sfiducia verso le istituzioni, si accende un nuovo entusiasmo e una migliore coscienza del diritto alla salute>. Adesso il Dream dovrà affrontare la prova dei fatti. Un po’ come il sogno di Martin Luther king.    Cesare Mazzotta