NEL 1896 I PRIMI PASSI DELLA RADIOLOGIA MEDICA A LECCE, A POCHI MESI DALLA SCOPERTA DEI RAGGI X.

Pochi sanno che i salentini degli inizi del secolo scorso parteciparono attivamente agli studi e all'utilizzo dei raggi X nella medicina.

La «curiosità» che oggi inorgoglisce una provincia come Lecce, periferica geograficamente ma non culturalmente, fa parte delle ricerche di Ennio De Simone, un biologo leccese già docente al liceo scientifico "Banzi", che da poco ha pubblicato il libro “Fotografare l'invisibile”, sottotitolo: Nascita della radiologia medica nel Salento (ed. Grifo).

L'autore, studioso e appassionato ricercatore anche in altri campi, si è chiesto come venne accolta a Lecce la notizia della scoperta dei raggi X ad opera di Conrad Roentgen, nel novembre del 1896. Scoperta per la quale gli venne attribuito il premio Nobel per la Fisica nel 1901. 

«Alla fine del 1895 il Corriere della Sera pubblica la notizia - riferisce Ennio De Simone - e pochi giorni dopo i giornali locali «Il Messaggero Salen­tino», il «Corriere Meridionale», «La Gazzetta delle Puglie», «La Pro­vincia di Lecce», danno notizia della scoperta. La piccola Lecce partecipa alla curiosità scientifica che ha contagiato il mondo, ma va oltre. Tra marzo e aprile del 1896 noi assistiamo a Lecce ai primi esperimenti di radiologia che ripetono in gran parte la prove fatte da Roentgen. La più famosa è l'immagine delle ossa della mano che il fisico tedesco eseguì sulla moglie e che viene riprodotta da tutti». 

I primi sperimentatori salentini sono i docenti di fisica delle scuole storiche di Lecce. In particolare del liceo Palmieri e dell'istituto tecnico Costa. 

In quest'ultimo ad opera del prof di fisica Angelo Scippa e del suo collega, l'ing. Francesco Buonerba. Al Palmieri invece insegna un fisico che viene da fuori, tale Abdenago Marianini, nipote del fisico Stefano Marianini di Pavia, allievo di Alessandro Volta

Nel giro di 2-3 mesi l'esperimento di Roentgen viene presentato al pubblico che accorre numeroso, anche pagando. 

Nel Salento abbiamo avuto docenti che con i mezzi a disposizione (i tubi di Geissler che servivano per fare esperimenti nei gas rarefatti) hanno dimostrato le «prime radiografie». 

«Ma niente si sarebbe potuto fare - puntualizza il prof. De Simone - se i nostri fisici non fossero stati affiancati da bravissimi tecnici di laboratorio, come Enrico de Regzy (uno svizzero di origini ungheresi trapiantato a Lecce alla fine dell'800, molto bravo per i parafulmini). Un altro è Cesare Macchia, per anni collaboratore di Angelo Scippa. Il terzo è Benedetto Romano, artefice di molti strumenti di laboratorio». 

Siamo nel 1896, subito dopo la scoperta dei raggi X e questo interesse per la scienza che anima il Salento, sprovincializza la Lecce dell'800 e la proietta in un ambito nazionale. 

Lecce si attrezza precocemente con la radiologia medica, anche perchè è appena stato fondato l'ospedale psichiatrico "Giovanni Libertini" e proprio il medico Libertini, nel 1903, assieme al tecnico Salvatore Grasso, esegue le prime radiografie sugli ospiti. E a stretto giro, nel 1904, a Poggiardo, un medico condotto, Tommaso Lucrezio apre il primo studio privato di radiologia.

 In pochi anni aprono studi di radiologia anche a Taranto (4-5 medici) e a Bari, Giuseppe Fato, apre lo studio con succursali a Lecce e Taranto. Lecce è apripista con Giovanni Libertini, l'ultima è Brindisi ad opera di Eugenio Gasparro, un giornalista nato a Lecce. 

A Lecce si introducono tecniche innovative nella strumentazione, soprattutto nella cristallografia a raggi X. Anche l'università del Salento ha sviluppato strumentazioni per non esporre a rischio e per garantire la protezione. Vi sono state anche vittime illustri, come Ruggero Calabrese, insignito di medaglia d'oro. 

A Poggiardo, il figlio di Tommaso Lucrezio, Salvatore (morirà giovane) si laurea con uno studio sulla «migliore posizione per fotografare la sella turcica cranica», un organo di difficile accesso. Molto importante infine anche Domenico Fumarola, che negli anni '20 - '30 introdusse la radiografia con mezzo di contrasto presso la clinica De Franchis, dove esercitava. 

Un altro grande radiologo leccese è stato Vito Potenza che negli anni '30 ha introdotto le prime indagini stratigrafiche, le antenate della Tac. Ma siamo già ai radiologi salentini di 2^ generazione i cui nomi sono importanti ancora oggi. 

L'autore della preziosa ricerca si ferma agli anni '40.