NEGLI OSPEDALI SALENTINI LA SOFFERENZA E LA SOLITUDINE DEI MALATI E' PIU' SOPPORTABILE GRAZIE AI VOLONTARI DELL'AVO.

Una presenza amica, un prezioso conforto e un'amorevole solidarietà.

Questa è, in sintesi, l'AVO, ossia l' Associazione Volontari Ospedalieri, presente in tutta Italia con i suoi 225mila volontari distribuiti in 246 sedi. 

In provincia di Lecce Avo è presente negli ospedali e nelle case di riposo. L'associazione è attiva a Lecce, Galatina, Copertino, Gagliano Del Capo, Tricase   e Scorrano. 

Al "Vito Fazzi" la signora Giovanna Bianco è la responsabile della gestione e dei turni di 38 volontari che si impegnano a donare almeno 2 ore la settimana, mattina e pomeriggio all'ora di pranzo e cena. 

« Noi offriamo una presenza amica a chi si trova ad affrontare la sofferenza e la solitudine - spiega la signora Bianco - Ci presentiamo con camice bianco e cartellino di riconoscimento e alcuni ci scambiamo per medici. Arriviamo al capezzale del malato anche con la nostra capacità di comprendere se il paziente gradisce in quel momento la nostra compagnia. Li aiutiamo a sbucciare la frutta e per un po' li abbiamo anche imboccati, ma oggi non si può fare. Molti malati rivelano a noi le paure e i pensieri più neri che non dicono ai parenti per evitare loro altre preoccupazioni». 

Il 24 ottobre viene celebrata in tutta Italia la Giornata nazionale dell'Avo. Una giornata nella quale anche al "Fazzi" l'Avo fornisce informazioni sull'attività in corsia, recluta volontari che si dichiarano disponibili e festeggiano insieme ai malati. 

« Dopo di che - fa sapere la Bianco - viene organizzato un corso tenuto da medici e psicologi che serve a selezionare e preparare i volontari predisposti all'ascolto. Un altro aspetto che fa parte della preparazione è il distacco che dobbiamo avere nei confronti della sofferenza, per non rimanere schiacciati dal peso emotivo. Per avvicinarsi al paziente e ascoltare le sue traversie - aggiunge la responsabile Avo - bisogna stare bene con se stessi». 

I reparti più impegnativi sul piano del coinvolgimento emotivo sono la Terapia Intensiva di Cardiochirurgia, la Neurologia, Chirurgia e la Cardiologia. 

Molto attivo il reparto di Psichiatria dove i pazienti non sono allettati e dove insieme alla psicologa, con tutt'altro spirito, si coinvolgono gli ospiti in attività di cucina (si preparano dolci) e in lavori manuali. Nell'incontro con gli "angeli della corsia" si apre spesso un mondo di confidenze e di sentimenti intimi. 

«Alcuni pazienti - riferisce Bianco - tirano fuori dal comodino la foto del nipotino, altri raccontano le tappe della loro carriera. Fa parte del bisogno di alleggerire il peso della sofferenza. Quello che ci fa più piacere è quando ci chiedono: domani ritorni?».