L'UROLOGIA DEL "FAZZI" RINASCE A NUOVA VITA GRAZIE ALLE SCELTE DEL PRIMARIO CHE PUNTA SU UNA UNITA' OPERATIVA DI SERIE A

Una città come Lecce ed un ospedale di II livello come il "Vito Fazzi" meritano una Urologia in grado di far fronte a tutte le problematiche urologiche

anche le più complesse, utilizzando la tecnologia più avanzata, inclusa quella laparoscopica e robot-assistita.

Deve aver pensato questo il prof. Vincenzo Pagliarulo, il nuovo primario sbarcato da Bari al "Fazzi" il 1° marzo 2020, in piena pandemia, vincitore del concorso concluso dopo due anni di sede vacante.

Pagliarulo, 49 anni, specializzato in urologia e andrologia con il massimo dei voti presso l’università di Bari, dal 2005 è ricercatore presso lo stesso ateneo dove tuttora è in aspettativa.

Appena insediato il nuovo direttore ha dovuto prendere atto che l’attività dell’unità operativa al 6° piano del Fazzi non gode di ottima reputazione.

Cosa ha fatto allora il dr. Pagliarulo che ha trascorso 2 anni presso l'università di Los Angeles e ha perfezionato la formazione in Francia (a Nizza)?    Ha fatto subito le sue scelte operative, tenendo conto dell'esperienza maturata nell'uro-oncologia, sia laparoscopica (dal 2005), sia robotica (dal 2015) per i tumori di prostata, vescica, reni...

Due gli aspetti che il primario ha subito focalizzato:  per tantissimi anni non erano stati fatti i dovuti aggiornamenti delle tecnologie (diagnostiche e operative) e l'età media del personale medico era molto alta.

«Per usare una metafora calcistica - dice il primario - sono un allenatore che ha intenzione di portare la sua squadra in serie A».

Quindi ha assunto 3 giovani salentini, specialisti in urologia (altri 2 sono in arrivo).   «Li faccio lavorare tantissimo - spiega - concedendo loro molto spazio operativo. Intendo riportare all'eccellenza l'urologia di Lecce».

«Ognuno di loro  - preannuncia il direttore - diventerà opinion leader nel suo campo. Il nostro cavallo di battaglia sarà l'urologia oncologica (prostata, rene, vescica, testicolo). Ma anche la chirurgia endoscopica e percutanea della calcolosi,  la chirurgia dell' ipertrofia prostatica,  l'urologia funzionale».

Inoltre il direttore Pagliarulo  a settembre scorso ha spostato alcuni urologi alla Cittadella della Salute, dove la medicina del territorio ha bisogno dei servizi di diagnostica, di urologia generale (cambi dei cateteri, dei tutori nelle stomie...), così potenziando altri servizi al Fazzi, quali la diagnostica urologica avanzata.  

L'altra «rivoluzione» del dr. Pagliarulo riguarda il rinnovo di tutte le dotazioni strumentali e operative dell'urologia.

L'elenco è lungo: si va dal laser ad Olmio ad alta potenza per la chirurgia della calcolosi delle vie urinarie  alla piattaforma ecografica per eseguire le biopsie prostatiche  "fusion", con un ecografo di alta gamma che sovrappone le immagini di un CD della risonanza magnetica, nei casi sospetti di tumore della prostata.

«La direzione, tra l'altro, ha già avviato le procedure per l'acquisto del robot Da Vinci - aggiunge Pagliarulo - Qui  al Fazzi verrà utilizzato da noi, dalla Chirurgia e in altre sedute operatorie».

ORGANIGRAMMA

Oggi Urologia dispone di 10 medici  (+ 2 in arrivo) e 27 tra infermieri, OSS e coordinatrice.

«Nonostante le limitazioni imposte dal Covid abbiamo eseguito interventi chirurgici del 30%  in più rispetto al 2019 - rendiconta il prof. Pagliarulo - Prima le sedute operatorie erano 1- 2 a settimana. Oggi operiamo quasi ogni giorno e gli spazi di sala operatoria continueranno ad aumentare».

Nel 2019 al Fazzi si sono fatte  zero laparoscopie (prostata, rene, vescica, chirurgia ricostruttiva); nel 2020 ne sono state fatte 350.

«In sostanza - spiega il primario - abbiamo convertito quasi tutta la chirurgia oncologica maggiore a chirurgia miniinvasiva laparoscopica».

Sono stati ridotti anche i tempi di degenza post operatoria. «Oggi - conferma il direttore - per una cistectomia il paziente rimane 5 - 6 giorni. Per una prostatectomia 3 giorni appena».

Una vera  rivoluzione e una «riscossa» quella iniziata dal dr. Pagliarulo che probabilmente si completerà con lo spostamento di Urologia al Dea.