LE ACQUE DI BALNEAZIONE NEL SALENTO SONO CRISTALLINE. CAMPIONAMENTI QUOTIDIANI DI ARPA E GUARDIA DI FINANZA

Lungo i 230 km di coste della provincia di Lecce l'acqua del mare non contiene nessun coliforme fecale e nessun batterio inquinante.

Da Casalabate a Punta Prosciutto, dall'Adriatico allo Ionio, le acque di balneazione sono spettacolari, eccellenti, un vero vanto del Salento «sule, mare e ientu».

E' particolarmente soddisfatto l'ing. Roberto Bucci, direttore del Dipartimento di Lecce dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente.

 «Con il Ministero e con la Regione concordiamo un calendario di campionamenti rigorosissimo - spiega Bucci - Ogni mese, da aprile a settembre facciamo i prelievi su circa 160 punti prestabiliti».

Da qualche anno Arpa ha avviato una convenzione con la Guardia di Finanza per dare il massimo dell'ufficialità, della trasparenza e del rigore. Funziona in questo modo. Nell'arco del mese, ogni giorno escono in mare due squadre specializzate di Arpa (una lungo l'Adriatico e l'altra sullo Ionio) insieme ai militari della Gdf.

«Non scappa nemmeno un'escherichia coli o un enterococco - sottolinea l'ing. Bucci - Uno sforzo enorme perchè l'acqua di balneazione è una risorsa naturale preziosissima per l'ecosistema e per l'economia del Salento. Tutte zone degne di Bandiera blu. Se qualche località non ha la Bandiera blu  non dipende  dall'acqua di balneazione ma dagli altri parametri di valutazione, come i servizi a terra e nell'entroterra».

In prossimità degli sbocchi di canali e condotte idriche è vietata la balneazione per 500 metri da nord a sud. Le squadre di tecnici segnalano ai sindaci l'eventuale assenza di cartelli di divieto. «Spesso l'acqua in quei punti è buona e rientra nelle tabelle - osserva Bucci - ma noi non facciamo i campionamenti per non incoraggiare trasgressioni».

Le analisi microbiologiche vengono fatte in giornata. Subito dopo il prelievo si torna in laboratorio e si fanno subito le analisi. Se emerge qualche problema Arpa è tenuta a ripetere il campionamento il giorno successivo e a dare comunicazione gerarchica.

Le analisi vengono condotte con uno standard di qualità molto elevato, grazie alla serietà delle procedure e all'impegno del personale. E proprio su questo versante l'ing. Bucci teme che il Dipartimento di Lecce non riesca a fare fronte a tutti i controlli.

«Avremmo bisogno di qualche persona in più per mantenere lo stesso standard di qualità che proviamo a dare alle tante  attività che ci vengono richieste - lamenta il dirigente - Chiediamo alla Regione che vengano destinate ai controlli ambientali le giuste risorse al fine di mantenere la qualità e la quantità dei controlli che necessitano.  In caso contrario c'è il rischio di vedere calare l'accuratezza delle indagini analitiche. E non possiamo permettercelo».