L'ACQUA DEL RUBINETTO NELLE CASE DEL SALENTO? UN PO' DURA MA MICROBIOLOGICAMENTE OTTIMA, PAROLA DI ARPA.

Parliamo dell' acqua potabile che il gestore (Aqp) distribuisce nelle nostre case, agli esercizi commerciali e alle fontanine pubbliche.

Quali sono le sue caratteristiche? Siamo sicuri che non contenga valori eccessivi di sostanze dannose? E, soprattutto, da dove viene e chi la controlla?

«Da noi nel Salento e in particolare nella provincia di Lecce, c'è un approvvigionamento "spicciolo" - fa sapere l'ing. Roberto Bucci, direttore di Arpa Lecce - La maggior parte, più del 90%, viene prelevata da circa 110 pozzi, sui quali Arpa opera controlli capillari. Pozzi - aggiunge - che sono già controllati alla fonte da Aqp, ai quali si aggiungono i controlli di Asl e Arpa, con compiti diversi: la Asl fa i campionamenti e noi facciamo le analisi microbiologiche in laboratorio. Per noi e per la Asl sono attività capillari che implicano responsabilità importanti e non ammettono alcuna trascuratezza».

Il  restante 10%  viene dall'invaso del Pertusillo (tra Basilicata e Puglia) e dai vari invasi come il Locone (nella Bat, secondo invaso in terra battuta d'Europa).

Anche se nel Salento vi sono aree dove la falda presenta eccessi di nitrati, per quanto riguarda l'acqua potabile la "rete" si compone di pozzi assolutamente privi di sostanze dannose.

«Nei nostri pozzi difficilmente registriamo superamenti - spiega il direttore Bucci - Ogni tanto, raramente, troviamo superamento dei cloruri, perchè la falda, essendo stretta fra due mari, corre il rischio di salinizzazione. Non solo per la vicinanza al mare, ma anche per l'emungimento selvaggio e incontrollato da parte di privati non autorizzati che carotano i pozzi. Ma l'acqua è molto buona.

Se dovessimo trovare dei parametri fuori norma (tipo il Fe che comunque non sarebbe dannoso) li  comunichiamo subito alla Asl».

L'acqua del Salento è un po' ricca di calcio, risulta un po' dura. «Ma rispetta i limiti della acque potabili - rassicura Bucci - E poi il calcio, come integratore, ha anche una sua funzione organolettica per conferire il sapore all'acqua. Se supera i limiti di legge  può dare problemi di calcoli. Certo - conclude - se viene impiegata in una caldaia per produrre vapore la durezza va abbattuta».

Nonostante le garanzie e i controlli, quasi tutti i salentini bevono acqua minerale in bottiglia. Circa 220 litri pro capite all'anno.

Questo accade perchè, come in tutta Italia, il gestore (da noi Aqp) consegna l'acqua potabile alla porta dell'abitazione. Quello che accade dopo il cancello di casa non è compito di Aqp. Molte abitazioni dispongono di un serbatoio nel quale, nel corso degli anni, se non viene pulito, si formano loppe, gelatine e mucillagini vegetanti. Tutti elementi estranei "in sospensione" che non rassicurano.