Gli Ordini dei Medici di Lecce e le associazioni di volontariato in PRESIDIO per reclamare il DIRITTO ALLA SALUTE

Tutti insieme in piazza Sant'Oronzo questa mattina a Lecce per testimoniare il diritto del grande Salento ad una scuola universitaria di Medicina e un Polo pediatrico adeguato.

 

Gli Ordini dei Medici delle tre province del Salento si sono mobilitati e hanno organizzato un PRESIDIO per invitare i  cittadini a sottoscrivere la richiesta del DIRITTO ALLA SALUTE anche nelle nostre realtà.

In concomitanza con la Festa della Repubblica il 2 giugno e all'indomani dell'inaccettabile episodio di aggressione nella sede della Guardia Medica di piazza Bottazzi ad opera di uno scriteriato, il presidente dell'Ordine di Lecce, Donato De Giorgi, ha chiamato a raccolta tutti: medici, istituzioni e cittadini comuni.

Presidente, per decidere di organizzare un Presidio evidentemente lei pensa che la salute di noi cittadini non è garantita oppure che è in qualche modo compromessa?

In realtà è così. Noi però parliamo di "Diritto alla Salute di Qualità"  perchè non basta la salute come  diritto generico. La salute deve concretizzarsi su 2 punti che abbiamo messo all'ordine del giorno: il Polo universitario, ovvero la Scuola di medicina nel Salento e il Polo Pediatrico. Per questi due obiettivi, al centro della nostra attenzione, basta firme o adesioni generiche.

Dobbiamo fare dei passi concreti per realizzarli. Il Polo Adriatico non ha una terapia intensiva pediatrica, non è prevista nel piano di riordino della Asl e noi questo lo vogliamo e lo chiediamo con forza.

Quanto al Polo scientifico, la Scuola di medicina, non c'è ancora il  beneplacito del ministero dell'università, mancano ancora delle firme a Roma.

Non pensa che potrebbero nascere delle resistenze da parte del Polo pediatrico di Bari?

Per il polo pediatrico, di competenza della Regione, noi pensiamo che quello che c'è a Bari non è in alternativa a quello di Lecce, ma in unione. Del resto, in una regione molto lunga, mi sembra la cosa più logica ed efficace da fare. Sarà un polo alternativo solo dal punto di vista geografico, non certo culturale.

Un polo pediatrico che dovrebbe servire anche Brindisi e Taranto, avendo firmato con gli Ordini dei medici delle altre due province del Salento un accordo importante

Il Polo pediatrico avrebbe anche riflessi economici sulla mobilità passiva?

Sicuramente, il discorso della mobilità passiva è fondamentale, visto che oggi oltre il 45% dei piccoli pazienti vanno a curarsi al nord.

Il Polo Pediatrico a Lecce eviterebbe di spostare al nord le situazioni di fragilità, di debolezza,  i disagi e le componenti affettive dei familiari dei piccoli pazienti.