L’Ordine dei medici di Lecce volta pagina. Al lavoro 17 commissioni per affrontare le numerose tematiche sanitarie del territorio.

l’Ordine dei medici della Provincia di Lecce (OMCeO), traccia un bilancio dopo i primi 100 giorni dal rinnovamento dei suoi organi direttivi.

Nel corso dell’Assemblea degli iscritti che si è tenuta domenica 15 aprile il nuovo presidente, Donato De Giorgi, ha presentato una relazione morale (v. a seguire)

«Abbiamo ereditato un Ordine che spesso si era trincerato in una torre d’avorio di autoreferenzialità e di contenzioso legale. Staccato dalla partecipazione e dall’entusiasmo dei suoi iscritti», ha rimarcato il presidente, che ha tracciato un profilo aggiornato del medico di oggi. Un medico inadeguato e impreparato di fronte alle nuove sfide. Una lacuna culturale che – ha detto De Giorgi – si può colmare con la formazione permanente e con il rispetto delle linee guida.

De Giorgi ha puntato il dito contro il mondo politico, che vorrebbe «costringere all’angolo il medico» e ha paventato il «rischio di un’assistenza azzerata nei prossimi anni anche per una politica non lungimirante di programmazione».

Alla luce degli ultimi episodi di aggressione e violenza, De Giorgi ha chiesto per le guardie mediche, sicurezza e dignità. «Così com’è oggi – ha detto – la Guardia medica non serve ai pazienti e neanche agli operatori». Una critica, neanche tanto velata, alla recente decisione della regione che intende sopprimere dal prossimo mese i Punti di primo intervento (PPI). «Prima di cancellare i PPI – ha chiarito - siano date certezze al territorio: gli “ospedali di comunità”, gestiti dai medici di medicina generale, potrebbero essere una risposta».

Quanto all’iniziativa del consigliere Fabiano Amati che ha proposto di sospendere l’Alpi in presenza di lunghe liste di attesa, De Giorgi ha chiarito: «Non dobbiamo avere il minimo tentennamento nel condannare chi ha derogato dalle leggi. Solo così possiamo avere l’autorevolezza di affermare che l’ALPI non è un’attività criminale, ma espressione di una fiducia che il cittadino conserva nel professionista».

Il presidente rivendica il cambiamento di passo che la sua squadra ha deciso di fare. A cominciare dal nuovo logo dell’Ordine.

Una politica, quella inaugurata da De Giorgi, che promuove l’incontro con il territorio. Incontro con la Asl prima di tutto, con l’istituzione di un tavolo di concertazione e condivisione. Ma anche con il comune di Lecce, con la Prefettura, con la Magistratura, con l’Ordine degli Avvocati e il neonato Ordine degli Infermieri, le associazioni di volontariato e la Curia vescovile, condividendo i valori di solidarietà e di rispetto.

Il nuovo Consiglio direttivo ha istituito 17 commissioni in seno all’Ordine, coinvolgendo 150 medici. Un vero motore della categoria che copre tutte le attività sul territorio. Dalla salute e l’ambiente all’interazione ospedale-territorio-università, dai rischi professionali alla tutela legale, dalla formazione alla comunicazione.

Viene istituito “Lo sportello del cittadino” il fiore all’occhiello dell’Ordine per collegare le esigenze dell’utenza con le risposte degli operatori

Infine, torna finalmente nelle case dei Medici leccesi la rivista “Salento Medico”, un’autorevole opportunità  assente da troppi anni affidata al dr. Silvio Colonna che riceve il testimone dal dr. Gino Peccarisi.

 A seguire il testo completo della relazione:

RELAZIONE MORALE DEL DR. DONATO DE GIORGI

 

Il 15 aprile 2018 si sono riuniti i Medici della Provincia di Lecce per l’Assemblea annuale ordinaria. E’ la prima volta che tale assemblea si tiene – come prevede la legge – nell’Aprile, riconducendo in un territorio di legalità e normalità l’approvazione del bilancio, che ha registrato una positività di 534.890,27 euro.

 I lavori assembleari sono stati preceduti da un breve e toccante ricordo dei Colleghi più recentemente scomparsi, per mantenere quel valore di “colleganza” e ricondurlo nel suo più pieno significato etimologico. Il contesto generale.

La relazione morale del Presidente, che di seguito riportiamo, ha toccato vari punti che rappresentano le problematiche e le sfide più difficili per la professione medica. Il giuramento prestato impegna ogni Medico a “perseguire la difesa della vita e la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo dalla sofferenza”. E’ per tale motivo che oggi nessun medico può girarsi dall’altra parte di fronte agli eccidi, alle violenze, alla deriva della barbarie. La Siria è più vicina a Lecce di Parigi non solo geograficamente, ma perché in quel paese 525 Medici sono stati uccisi anche mentre svolgevano la loro opera, le strutture sanitarie distrutte, le cure prestate divenute atti di eroismo, ma anche perché sempre più spesso faremo i conti con la medicina della migrazione.

Oggi il disagio del Medico può essere sintetizzato nella “questione medica”: l’inadeguatezza del Medico di fronte a nuove sfide, che non lo hanno spesso trovato pronto. Si richiede infatti al Medico una dimensione scientifica che possa offrire non il meglio che sa, ma le cure validate dalle migliori evidenze. Questa inadeguatezza culturale può diventare però una opportunità necessaria se viene rafforzata l’idea della formazione permanente, che ha come presupposto la conoscenza e l’applicazione delle linee guida: non come rigida corazza medico-legale, ma conoscenza da applicare nell’agire quotidiano. L’altro aspetto che ha trovato spiazzato il Medico è la dimensione relazionale. Superato il rapporto paternalistico con il paziente, viene però messo in dubbio il contenuto umanistico della professione medica, di cui si sente il bisogno di riappropriarsi dando spazio alla comunicazione, all’ascolto. In una società basata sul profitto e la competizione un altro disagio è vissuto dal Medico: quello delle competenze gestionali ed economiche (per le quali è spesso impreparato), divenendo responsabile della sostenibilità del processo di cure; è necessario uscire dall’angolo nel quale il potere politico vorrebbe costringere il Medico: esso non è produttore di costi, deve essere sempre produttore di cure.

Nel nostro contesto diverse le figure cruciali e in difficoltà. Prima di tutto il Medico di Medicina Generale, vero cardine su cui ruota l’intero SSN. Va però cambiato il concetto di assistenza e presa in carico fiduciaria. L’invecchiamento della popolazione e dei Medici, l’integrazione con altri settori del SSN devono portare ad un aumento della qualità e della quantità dell’offerta sanitaria e della dignità. Assistiamo invece al rischio di un’assistenza azzerata nei prossimi anni anche per una politica non lungimirante di programmazione.

Per i Medici ospedalieri questo è un anno nero: dimissioni in massa legate non solo al fisiologico raggiungimento dei limiti di età, ma anche dal disagio, dal burn-out, dalla burocrazia, dalla conflittualità, soprattutto dagli organici sempre più ridotti, dalla scarsa gratificazione in una organizzazione strutturale che storicamente allontana sempre i giovani meritevoli da ruoli di autonomia, dalla deriva devastante della medicina difensiva, dalle sirene del privato, dalla stanchezza fisica (quello dell’ospedaliero non è un lavoro per vecchi).

Per i Medici della Continuità assistenziale chiediamo due cose non derogabili: sicurezza e dignità. Siamo convinti che così com’è la Guardia Medica non serve, non serve ai pazienti, non serve agli operatori che non vogliono un posto di lavoro, ma vogliono lavorare con entusiasmo e professionalità in condizioni di sicurezza. Chiediamo pertanto che prima di cancellare i PPI (atto dovuto da normative nazionali) siano date certezze al territorio: gli “ospedali di comunità” (gestiti dai MMG, con la presenza dei Medici di Guardia Medica, dalla diagnostica e dai trattamenti di base) potrebbero essere una risposta e una risorsa.

Un altro aspetto inquietante è rappresentato dalla violenza contro i Medici. Abbiamo voluto accendere i riflettori sui fatti recenti avvenuti in marzo per sottolineare che la violenza è spesso taciuta, subita quotidianamente, ma ormai insopportabile.

Non vogliamo tacere su argomenti che nel recentissimo passato ci ha visto coinvolti nella cronaca e che comunque rappresentano argomenti controversi: la vicenda dell’ALPI deve essere ricondotta in queste connotazioni. Non dobbiamo avere il minimo tentennamento nel condannare e – ove necessario – sanzionare in tutti gli ambiti chi ha derogato dalle leggi che si è impegnato a rispettare. Solo così possiamo avere l’autorevolezza di affermare che l’ALPI non è un’attività criminale, ma una risorsa, espressione di una fiducia che il cittadino conserva nel professionista, a differenza di quello che spesso avviene per la struttura.

 Le liste d’attesa sono vissute come una sconfitta del sistema sia dai cittadini, che dagli operatori. Le soluzioni per contenerle, come prospettato da alcuni politici regionali, sono peggiori del male, fuori dal contesto e dalla conoscenza del problema stesso: la libera attività intramoenia rappresenta meno del 5% dell’attività istituzionale: le liste d’attesa più odiose sono rappresentate dall’attività chirurgica operativa, dove è praticamente assente, nel nostro contesto, la presenza se non la “competizione” con l’ALPI.

La medicina difensiva con i processi (civile, erariale, penale, mediatico) coinvolge l’80% dei medici per 1/3 della loro vita lavorativa, devastando la vita stessa, affetti, cultura, autostima e vissuto.

Abbiamo ereditato un Ordine che spesso si era trincerato in una torre d’avorio di autoreferenzialità e di contenzioso legale, che si era comunque staccato dalla partecipazione e dall’entusiasmo dei suoi iscritti. Dopo questi primi 100 giorni è il momento di tracciare un primo bilancio: la nuova gestione – proclamata dopo una straordinaria partecipazione (la percentuale dei votanti è risultata la seconda in Italia) ha posto come centrali 3 parole chiave: trasparenza, condivisione, partecipazione. Si tratta di aver creato una grande squadra che ha voluto da subito cambiare il passo. A cominciare dal logo (troppo anonimo il precedente) con un concorso che ha visto partecipare 50 progetti, così interessanti che saranno tutti esposti in una grande mostra che sarà prossimamente allestita.

Abbiamo voluto dare la testimonianza di un nuovo corso con una politica di incontro. A cominciare con i colleghi impegnati in prima linea (nella notte del capodanno recandoci nei P.S. nelle Guardie Mediche, nelle postazioni 118, Pronto soccorsi pediatrici), con l’ASL di Lecce stabilendo un tavolo di concertazione e condivisione su moltissimi problemi, con il Sindaco come massima autorità sanitaria, per rinsaldare il patto per la salute, con la Magistratura nell’apertura dell’anno giudiziario e nelle sue più alte espressioni e cariche istituzionali, con una convergenza e una fattiva collaborazione (in particolare sul tema dei CTU), accordo che due giorni fa è stato ripreso e siglato nella stessa formulazione tra la FNOMCeO (la federazione nazionale dei medici) e il CSM, ci si è incontrati con il Prefetto stabilendo in accordo la necessità di un osservatorio sulla sicurezza. Abbiamo incontrato l’Ordine degli Avvocati, siglando un rapporto di intesa particolarmente importante, per la prima volta l’OMCeO ha incontrato l’Ordine degli Infermieri, da pochissimo istituito, siglando uno storico accordo per le cure, nel rispetto dei distinti ruoli. Sono stati incontrati i Sindacati, la C.A., le associazioni di volontariato, il Ministro, il Consiglio dei Sanitari, l’Arcivescovo Metropolita, condividendo i valori di solidarietà e di rispetto.

Grande rilevanza ha avuto lo stabilire la nascita di 17 commissioni, che hanno rappresentato il vero motore dell’Ordine, coinvolgendo più di 150 Colleghi.

Strategiche e già in piena attività la 1 commissione (dr. De Filippis) che si occupa di ambiente e salute, (intitolata a R. Fonte), la Commissione è stata l’animatrice del recentissimo corso che ha visto la presenza del prof. Burgio, si è stabilita la convenzione per un dottorato di ricerca specifico intitolato al Giudice Imposimato. Il dr. A. Izzo è il responsabile della commissione di importanza decisiva “interazione ospedaleterritorio- università”. Il dr. Tarantino è responsabile delle attività di “rischio professionale-studio del contenzioso- tutela legale”, il dr. Fracella della Medicina d’urgenza, la commissione “etica, deontologia, lotta alla corruzione, trasparenza” è ovviamente alla base di ogni nostro agire medico. Il dr. Accogli è il responsabile del settore Formazione-ECM ed ha già in cantiere – tra le tante attività – un evento di rilevanza nazionale sul biotestamento con un confronto tra diverse interpretazioni, sensibilità e culture. La commissione Comunicazione – centrale per dare voce all’Ordine stesso – è coordinata dal dr. Rocco, che ha esplicitato le motivazioni per la scelta del nuovo logo. Le Pari opportunità sono coordinate dalla dr.ssa Fusco che ha già attivato un corso di autodifesa subito ripreso dalla FNOMCeO, ritenendolo di importanza strategica e riconoscendone i benefici degli ECM, mentre siamo trattando l’apertura di un asilo nido nel Fazzi per le mamme lavoratrici. Le cure palliative e la Medicina del dolore saranno coordinate dall’esperienza del dr. Colonna. La “sicurezza e il disagio lavorativo” dal dr. Peccarisi, la Commissione dei Giovani Medici” coordinata dal dr. Russo è una miniera inesauribile di iniziative (medicina delle dipendenze, educazione sessuale, interagendo dal loro punto di vista con tutte le altre commissioni), le “medicine non convenzionali” – Coordinatore dr. Zecca - ha stilato un elenco di medici con competenze specifiche e dimostrate, “stili di vita ed esercizio fisico” è affidata al dr. Ciannamea, che ha in cantiere numerosissime iniziative particolarmente interessanti, il dr. Metrangolo è responsabile della Commissione Medicina, arte, cultura, scienza e socializzazione”: in cantiere eventi di rilevanza nazionale e coinvolgente il bacino mediterraneo, una mostra itinerante di arte con medici e pazienti; le fragilità saranno affrontate dalla commissione ad hoc istituita e diretta dalla dr.ssa Tornesello, il settore previdenziale e assicurativo dal dr. Nuzzo. Lo sportello del cittadino, vero “fiore all’occhiello” dell’Ordine collegherà le esigenze dell’utenza con le risposte degli operatori, sia con strumenti informatici che con sportelli itineranti nel territorio salentino. Finalmente ritorna nelle case dei Medici leccesi “Salento Medico” voce resa afona da troppi anni rilevante e autorevole opportunità di rendere collettive esperienze in una comunità che fa fatica a interagire: il dr. Silvio Colonna riceve il testimone dal dr.Peccarisi e presenterà in una prossima conferenza stampa il progetto editoriale.

La formazione specifica dei MMG la cui direzione il Presidente ha avocato a sé è forse la più importante delle attività cui l’Ordine si impegna per seminare con una qualità che ha portato il polo formativo di Lecce tra quelli più autorevoli e riconosciuti in Italia.

Si sono inoltre siglate intese di patnerariato con il Liceo Palmieri in un lungimirante progetto della Preside del Liceo Palmieri.

E’ stato lanciato l’hastag #iomicuronelsalento per affermare la possibilità di evitare una migrazione sanitaria che aggiunge disagio alla malattia

Nuove sfide attendono l’Ordine a cominciare dal ruolo stesso indicato dalla Legge Lorenzin di sussidiarietà e uniformità dei criteri da adottare, dando un ruolo diverso ai Revisori, ecc.

E’ necessario che l’Ordine si faccia garante del rispetto e dell’applicazione dell’art 32 della Costituzione nel rispetto, nella dignità nella solidarietà, nella umanizzazione, ma anche con fermezza nel rispetto delle regole deontologiche.

Sono i valori insiti nella nostra professione che divengono importanti e fondanti: per questo motivo si è intitolata la Sala conferenze dell’Ordine a “S. Giuseppe Moscati” insigne Medico che amava trascorrere brevi periodi di riposo anche nel nostro Salento, espressione di questo modo “alto” e “altro” di essere Medico.

L’entusiasmo di fare e di essere Medico deve essere premessa del ritrovato orgoglio di appartenere all’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce

Si è inoltre deliberato – per la seconda volta nella storia degli Ordini d’Italia (dopo quello di Milano) una tassa d’iscrizione differenziata con una riduzione per i Medici iscritti da meno di 3 anni per dare un segnale di patto generazionale e per affermare che i giovani colleghi sono una imprescindibile risorsa.

Riguardo la scelta del logo, il dr. Rocco, responsabile della Commissione Comunicazione, precisa che La scelta è avvenuta dopo che i singoli giurati componenti la Commissione, hanno votato in maniera individuale e senza conoscere gli Autori dei progetti, basandosi sui criteri richiamati nel bando di concorso, a suo tempo pubblicato sul sito dell’OMCeO di Lecce, vale a dire la (1) Riconoscibilità dell’OMCeOLe e della sua appartenenza al territorio Salentino (max 30 punti) (2) l’Originalità (max 30 punti) (3) la Facilità di memorizzazione (max 20 punti) (4) la Versatilità (facilità di applicazione in diversi contesti - max 20 punti). Il concorso si è rivelato un successo, con ben 50 progetti provenienti anche da fuori Regione, con la partecipazione anche di studi professionali, studenti e semplici cittadini. La scelta finale, dopo una opportuna scrematura che aveva portato a una rosa di 5 candidati, è stata fatta anche in considerazione di alcune valutazioni prettamente “grafiche” (come per esempio l’intera realizzazione in grafica vettoriale). Il progetto vincente è stato realizzato dal sig. Cosè Murciano, grafico professionista, e racchiude simboli tipici che subito richiamano alla mente Lecce, grazie ai suoi più noti monumenti, e il Salento (quest’ultimo identificato dalla “S” disegnata dal serpente stilizzato che si avvolge alla colonna di Sant’Oronzo, a richiamare il classico caduceo, e dai colori utilizzati, vale a dire le “terre” della pietra leccese e l’azzurro del mare).

Per tutti i progetti presentati, si sta approntando una mostra che dovrà associarsi a quella già in cantiere per la pubblicazione Salento Medico.